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TITOLO
Le SIDA n’est pas mort (L’AIDS non è morto)
FORMATO
Serie di cartoline doppie. Per ogni serie di cartoline il fronte prevede
il ritratto di un ragazzo sieropositivo e di un ragazzo sieronegativo; sul
retro si trovano informazioni utili e numeri di riferimento. Agli intervistati
è stata somministrata una sola coppia di cartoline.
ENTE PROMOTORE
Ministeri del Lavoro e della Sanità francesi, con la collaborazione
di una serie di associazioni.
LINGUA
Francese
DESCRIZIONE
La campagna si presenta con un’immagine piuttosto particolare:
il pensiero dei protagonisti, infatti, è reso da una scritta in stampatello
sul petto nudo di ciascuno dei ragazzi fotografati. Sul retro, le informazioni
sui comportamenti da adottare in caso di rapporti sessuali a rischio non
sono fornite in maniera asettica, ma come prosecuzione dei pensieri dei
protagonisti ritratti sul fronte.
Testi ragazzo A (completi, tradotti in italiano), fronte: “ Il mio
corpo può prendere l’AIDS. Ma io non voglio”. Retro:
“ Sono sieronegativo. E voglio continuare ad esserlo. Così,
mentre la maggior parte dei ragazzi rischia, io mi proteggo dall’AIDS
e dalle malattie a trasmissione sessuale. Chiaramente questo significa che
ogni volta uso il preservativo ed un gel a base d’acqua. Tutte le
risposte alle vostre domande: Servizio informazione AIDS tel. XXX (24 h
su 24). Confidenziale e gratuito”.
Testi ragazzo B (completi, tradotti in italiano), fronte: “ Il mio
corpo può trasmettere l’AIDS. Ma io non l’accetto”.
Retro: “ Sono sieropositivo. So cosa significa rischiare. Ma oggi
voglio proteggere i miei partner dall’AIDS e dalle malattie a trasmissione
sessuale. Chiaramente questo significa che ogni volta uso il preservativo
ed un gel a base d’acqua. Tutte le risposte alle vostre domande: Servizio
informazione AIDS tel. XXX (24 h su 24). Confidenziale e gratuito”.
FEEDBACK DA PARTE DEGLI INTERVISTATI
L’elemento che ha maggiormente colpito di questa campagna è
il fatto che essere centrata sul corpo: è piaciuta un’immagine
così incisiva, con le scritte sui corpi dei due ragazzi. Non solo:
“questa campagna di prevenzione mi ha fatto pensare che non è
la testa, ma il corpo che può prendere, o trasmettere, il virus
dell’HIV”. L’unico appunto che è stato fatto,
da più intervistati, riguarda la scelta dei soggetti fotografati,
dove “si rischia uno stereotipo visivo: insomma, sono state scelte
due facce da gay”. Secondo molti, questo fattore rischia di compromettere,
almeno in parte, la possibilità di un’ampia penetrazione
del messaggio di questa campagna: il riferimento è a quella parte
della popolazione MSM che non si considera gay e, di conseguenza, si ritiene
esente dalla possibilità del contagio. Inoltre, visto che questa
campagna prevede la distribuzione di cartoline doppie con soggetti differenziati,
si sarebbe preferita, da più parti, “una composizione delle
coppie più varia”.
E’ stato valutato positivamente anche il fatto che persone sieropositive
e sieronegative siano poste dalla campagna su uno stesso piano, “per
cui, mentre si fa prevenzione, viene svolta anche un’ottima funzione
antirazzista”.
Il limite maggiore della campagna è rintracciato nel diverso contesto
di riferimento: a differenza che in Francia, infatti, secondo alcuni non
esiste in Italia la “cultura” del test, vale a dire la consapevolezza,
da parte di chi adotta pratiche sessuali a rischio, di eseguire il test
HIV con regolarità. La campagna francese dà per scontata
tale consapevolezza.
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Punteggio medio assegnato ai personaggi: 7,7 su 10.
Punteggio medio assegnato al contesto: 6,0.
Punteggio medio assegnato ai testi: 8,0.
Punteggio medio assegnato alla campagna: 7,2.
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