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Livelli di intervento per la prevenzione
HIV/AIDS tra i MSM
di Luca Pietrantoni
Negli anni ’80, fin dall’inizio dell’epidemia, le associazioni
gay hanno cercato di combattere il clima di intolleranza e paura attraverso
campagne di sensibilizzazione e hanno pionieristicamente avviato campagne
per la promozione di una sessualità più sicura, prima dell’avvenuta
risposta istituzionale. Specialmente nei primi tempi, le metodologie di
prevenzione erano basate su modelli “morali” che evocavano
paura e istigavano all’idea della malattia come punizione. Nel corso
degli anni, gli approcci che si sono dimostrati più efficaci sono
stati quelli precipuamente finalizzati a contenere e a ridurre il diffondersi
dell’infezione, ispirati a modelli “comportamentali”,
che si basavano sul rinforzo positivo e si ponevano obiettivi semplici
e realistici e non astratti o anacronistici. In particolare, i programmi
di prevenzione per gay e lesbiche più riusciti, sono stati quelli
che affermavano positivamente la sessualità tra persone dello stesso
sesso senza reticenze o timori.
In Italia, le associazioni gay hanno promosso la creazione di una rete
di consultori, la costruzione di partnership con le istituzioni sanitarie
e di sintesi tra queste e le diverse esperienze di prevenzione, nel tentativo
di fornire gli strumenti più idonei ad individuare un comune terreno
di lavoro e le strategie di intervento più aggiornate ed adeguate.
L'approccio della promozione della salute, che sostituisce quello
di educazione alla salute, è quello preferibile in quanto quest’ultimo
non punta su una relazione educativa di tipo unidirezionale: l’esperto
insegna, l’allievo apprende in maniera passiva. Riuscire oggi a
pensare in termini di promozione, collima invece col modello del self-empowerment:
al soggetto cioè sono passati dei contenuti e degli strumenti che
egli/ella attivamente manipola, diventando appunto promotore attivo della
propria salute. Già nella "Ottawa Charter" del 1986 la
promozione della salute è definita come processo che abilita al
maggior controllo e al miglioramento del proprio stato di salute. All'interno
dell'approccio della promozione, il miglioramento della salute sessuale
è strettamente legato all'evitamento della malattie a trasmissione
sessuale, ad una soddisfacente e sana vita sessuale, ma anche di un più
generale benessere e ad un miglioramento della qualità della vita.
Si può comunque affermare che il cuore della promozione sta nel
cosiddetto enabling approach e nel concetto di empowerment delle
persone ossia, come è stato detto, nel ridare al soggetto potere,
conoscenza, capacità e altre risorse per le differenti aree della
salute alla collettività.
Dalla ricerca emerge che gli obiettivi di un intervento dovrebbero essere
i seguenti:
- Ideare politiche ad hoc sul consumo sessuale nei luoghi ricreativi
e metodologie di intervento riproponibili in altri contesti geografici,
finalizzate alla conseguente riduzione del numero dei contatti sessuali
a rischio nei luoghi di consumo sessuale;
- aumentare le competenze di negoziazione sessuale e del ricorso al
test HIV nella popolazione omosessuale italiana finalizzate al conseguente
riduzione del rischio di trasmissione e diffusione dell'AIDS e delle
MST nella popolazione omo/bisessuale e nei loro partner;
- facilitare il contatto tra le persone omosessuali e il sistema sanitario,
cercando di diminuire i possibili pregiudizi ancora presenti tra il
personale sanitario e di informarli sui rischi psicosociali e sanitari
delle persone omosessuali;
- continuare il networking e la formazione di gruppi di coordinamento
tra Azienda AUSL e la comunità omosessuale, al fine di veicolare
conoscenze e metodologie di promozione della salute.
Le attività di intervento devono quindi essere organizzate a più
livelli (relazione uno a uno, piccoli gruppi, iniziative pubbliche mirate,
coinvolgimento dei media locali) e rivolte ad una molteplicità
di sottogruppi destinatari. Possono essere organizzate in parallelo sia
all'interno delle strutture sanitarie, sia nella comunità omosessuale;
in quest'ultimo caso, nelle associazioni, nei sex club e in strada possono
svolgersi interventi di distribuzione materiale informativo, di pubblicizzazione
dell’esistenza di consultori, di distribuzione di preservativi e
lubrificanti, ma anche interventi più attivi e partecipativi (organizzazione
di workshop, percorsi di educazione socioaffettiva ed educazione tra pari
per gli adolescenti che si interrogano sulla loro identità sessuale,
seminari sulle relazioni di coppia, happening di sensibilizzazione, ecc.).
Nella tabella sottostante sono mostrati i possibili
livelli di intervento.
Tabella: modelli di intervento
| Tipologia |
Destinatari |
Razionale |
Metodologia |
| Educazione socioaffettiva per i giovani omo/bisessuali |
Giovani maschi che socializzano con la comunità
omosessuale e che si interrogano sul loro orientamento sessuale |
Mantenere l’informazione e l’esortazione
al sesso sicuro per i giovani che socializzano per la prima volta
con la comunità omosessuale |
Poster e opuscoli sul rapporto con la famiglia,
i pari e la salute |
| Educazione alle relazioni di coppia |
Giovani e adulti omosessuali allíinterno di una
relazione affettiva |
Aumentare le abilitý sociali, di assertivitý relazionale
e di negoziazione con il partner (test HIV, ecc.) |
Opuscolo sull'importanza del test; focus group e
workshop esperienziali in piccoli gruppi con roleplaying, social
skills training, ecc. |
| Interventi verso gli adolescenti in generale |
Adolescenti maschi e femmine, gay ed eterosessuali |
Aumentare la consapevolezza e la percezione del
rischio tra gli adolescenti (club sportivi, discoteche, etc.) |
Telefono verde; distribuzione di materiale sul rischio
HIV e MTS nei comportamenti sessuali con persone dello stesso sesso
o di sesso diverso |
| Politiche sanitarie nei ìsex clubî |
Giovani e adulti che frequentano luoghi di consumo
sessuale tra maschi |
Esortare ad una sessualitý pi˜ sicura attraverso
il coinvolgimento dei circuiti commerciali a scopo sessuale |
Adesivi e materiale allíinterno dei ìsex clubsî;
definizione di regole circa il consumo sessuale nel locale |
| Educazione e formazione per operatori sociosanitari |
Operatori sociosanitari (medici, infermieri, psicologi,
etc.) |
Aumentare la consapevolezza sulle tematiche omosessuali,
su come prevenire i rischi psicosociali e i rischi sanitari |
Incontri formativi e produzione di materiale disponibile
nelle strutture sanitarie |
| Sostegno o auto aiuto per persone con HIV/AIDS e
partners |
Giovani e adulti maschi con HIV/AIDS |
Aumentare la qualitý della vita e favorire lo scambio
di esperienze e di informazione sulle problematiche sanitarie e sociali
delle persone con HIV/AIDS |
Telefoni amico; counseling uno a uno o in piccoli
gruppi |
| "Outreach work" nei luoghi di prostituzione o di
incontro allíaperto |
Giovani adulti maschi dediti alla prostituzione
o allíincontro allíaperto |
Informare sulla prevenzione e sui servizi sociosanitari
del territorio |
Unitý di strada; opuscoli tradotti in lingua straniera
distribuzione di preservativi e materiale preventivo |
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