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Concetti di base sull'orientamento sessuale
di Luca Pietrantoni, Margherita Graglia, Raffaele Lelleri
Abstract
Sono qui esposti i concetti fondamentali sull’identità sessuale
e le sue componenti.
L’identità sessuale
L’"identità sessuale" descrive la dimensione soggettiva
del proprio essere sessuati e risponde ad un esigenza di classificazione
e stabilità anche se contiene elementi di incertezza, imprevedibilità
essendo l'esito di un processo di costruzione influenzato dalla complessa
interazione tra aspetti biologici, educativi e culturali.
Le attuali teorie della sessuologia, in una prospettiva biopsicosociale,
considerano l’identità sessuale un costrutto multidimensionale
costituito da quattro distinte componenti, descritte nella seguente tabella.
Le componenti dell'identità sessuale
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TERMINE |
DEFINIZIONE |
| SESSO BIOLOGICO |
L’appartenenza biologica al sesso maschile o
femminile determinata dai cromosomi sessuali |
| IDENTITÀ DI GENERE |
L’identificazione primaria della persona come
maschio o femmina, tratto permanente, solitamente stabilito nella
prima infanzia. |
| RUOLO DI GENERE |
L'insieme di aspettative e ruoli su come gli uomini
e le donne si debbano comportare in una data cultura e in un dato
periodo storico. |
| ORIENTAMENTO SESSUALE |
L’attrazione erotica ed affettiva per i membri
del sesso opposto, dello stesso sesso o entrambi ; può essere
omosessuale, bisessuale o eterosessuale |
Il sesso biologico è definito dai cromosomi sessuali e stabilisce
l'appartenenza al sesso maschile e al sesso femminile. L'identità
di genere è invece la convinzione individuale di base di essere
un maschio o una femmina. Essa si definisce in un periodo che va dalla
nascita fino ai tre anni di età, già presente generalmente
quando il bambino o la bambina inizia a parlare. Il processo in base al
quale un ragazzo si percepisce come maschio e una ragazza si percepisce
come femmina è influenzato sia dalle predisposizioni biologiche
che dall'apprendimento sociale.
L'identificazione primaria di genere è quasi sempre contingente
con il proprio sesso biologico anche se, occasionalmente, vi sono ragazzi
che crescono con la convinzione di essere femmine e ragazze che crescono
con la convinzione di essere maschi. Il termine "transessuale"
indica prevalentemente le donne e gli uomini che hanno iniziato o concluso
un percorso di riattribuzione del genere cosicché l'aspetto corporeo
sia congruente con l'identità di genere. Nel caso si ravvisino
le condizioni psicologiche e fisiche adeguate, una persona può
quindi accedere a interventi chirurgici o trattamenti ormonali per l'adeguamento
di genere.
Il termine allargato di "transgender", entrato in voga negli
anni '80, indicava le persone transessuali che non si erano sottoposte
ad un adeguamento chirurgico del genere; attualmente è utilizzato
per indicare tutte quelle persone (travestiti, transessuali, "drag
queen", etc.) che vivono uno stato di alterazione o non conformità
con il proprio sesso biologico, che hanno attraversato la linea che divide
i generi attraverso il vestiario o il comportamento per svariati motivi
di ordine psicologico o socio-politico: ad esempio, acquisire una personale
forma di benessere, esprimere una ribellione alle convenzioni o fornire
intrattenimento nelle occasioni ricreative. Questi ultimi, per lo più
uomini che si travestono per spettacoli o performance teatrali, definite
le "drag queen", sono diventati molto popolari nella sottocultura
gay.
Il ruolo di genere (o ruolo sessuale) costituisce un insieme di caratteristiche
culturalmente associate agli uomini e alle donne. Sulla base delle norme
culturali, ci si aspetta che gli individui si comportino in modi socialmente
consoni con il loro sesso biologico, cioè, che i maschi agiscano
in modi percepiti come mascolini e le femmine in modi percepiti come femminili.
L' insieme di caratteristiche che definiscono ciò che è
appropriato per un maschio e ciò che è appropriato per una
femmina è frutto di un insieme di comportamenti e aspetti, alcuni
dei quali riguardano l'apparenza fisica, i gesti, la personalità.
Ogni comportamento è quindi "tipicizzato" per genere
e le culture e le società definiscono (e cambiano) i criteri di
appropriatezza. Nella nostra società, una donna grassa, una donna
con scarsa igiene personale, una donna che beve alcol o usa un linguaggio
scurrile è probabilmente percepita come meno femminile di altre
donne; analogamente, un uomo che gesticola eccessivamente, un uomo appassionato
di moda o un uomo insicuro è probabilmente percepito come meno
virile di altri uomini.
La formazione del ruolo di genere avviene abitualmente in un periodo che
va dai tre ai sette anni. La mascolinità e la femminilità
possono essere interpretate su un continuum bipolare (un individuo esprime
mascolinità a spese della femminilità e viceversa) o possono
essere interpretate su due continuum indipendenti attraverso il concetto
di "androginia". Secondo Bem (1974), gli individui possono avere
alti livelli di mascolinità e di femminilità (in tal caso
sono considerati "androgini"), oppure essere né mascolini
né femminili ("indifferenziati"). Gli atteggiamenti e
i comportamenti che deviano da questi stereotipi sono considerati inappropriati.
Dagli studi empirici emerge che la società tollera maggiormente
la deviazione dal ruolo di genere nelle donne piuttosto che negli uomini;
questo atteggiamento è visibile nell'educazione da parte dei genitori
in cui un bambino "femminuccia" è più rimproverato
di una bambina che fa il "maschiaccio".
L'orientamento sessuale è definito come l'attrazione fisica ed
affettiva per persona di sesso diverso, persone dello stesso sesso o entrambi.
La maggior parte degli studiosi ha più volte messo in evidenza
la molteplicità degli aspetti che vanno a costituire l'orientamento
sessuale. Una prima distinzione è tra orientamento sessuale, inteso
come insieme di sensazioni e preferenze, e comportamento sessuale, per
descrivere pratiche e atti sessuali. E' un dato certamente appurato che
le persone che hanno rapporti di natura sessuale, occasionali o continuativi,
con una persona dello stesso sesso sono molte di più delle persone
che si definiscono omosessuali.
Inoltre, la stessa definizione di orientamento sessuale comprende due
aspetti, quello affettivo e quello erotico. Anche se nella maggior parte
dei casi sono diretti verso la medesima direzione, è possibile
trovare dei "pattern" di responsività che scindono l'aspetto
romantico da quello erotico, ovvero persone che si innamorano prevalentemente
di membri di un sesso ma si sentono più attratte eroticamente da
quelli dell'altro sesso.
Anche la partecipazione sociale al proprio gruppo di riferimento si aggiunge
come componente identitaria distinta e non sovrapponibile: una donna può
sentirsi e autodefinirsi "lesbica" sulla base non solo della
sua esperienza affettiva (mi innamoro di donne) o sessuale (ho rapporti
sessuali con donne) ma anche sulla base di un coinvolgimento più
collettivo (mi sento parte della comunità lesbica).
Termini come "gay" o "lesbica", che si riferiscono
primariamente a identità e sottoculture sviluppatesi negli ultimi
due secoli, dovrebbero venire distinti dal comportamento sessuale. In
definitiva, possiamo paragonare l'orientamento sessuale allo spettro dei
colori di un arcobaleno che varia in gradi, diversità e intensità.
In una prospettiva multidimensionale, l'orientamento sessuale è
costituito da una molteplicità di componenti: l'identificazione
di sé, il comportamento, le fantasie, il coinvolgimento affettivo,
l'attuale stato relazionale. Queste possono anche non andare nella medesima
direzione e subire mutamenti nel corso del tempo. Ogni individuo sviluppa
una sua unica e personalizzata "organizzazione" dalle attrazioni
erotiche ed affettive, delle fantasie e delle attività sessuali,
unica come il timbro di voce o l'impronta digitale.
Bibliografia
- Del Favero, R./ Palomba M. (1996), “Identità diverse:
psicologia delle omosessualità”, Roma: Kappa edizioni.
- Isay R.A. (1996), “Essere omosessuali: omosessualità
maschile e sviluppo psichico”, Milano: Raffaello Cortina.
- Pietrantoni L. (1999), “L’offesa peggiore”, Pisa:
Edizione Del Cerro.
- Rigliano Paolo (2001), “Amori senza scandalo”, Milano:
Feltrinelli.
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