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Promozione della salute e riduzione del rischio HIV nella popolazione gay, lesbica e bisessuale
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Buone prassi nello studio medico

 
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Per uomini e donne

   Non consigliato    Consigliato
Supporre automaticamente che tutti i Suoi pazienti gay, lesbiche o bisessuali glielo dichiarino. Creare un clima accogliente per invitare il paziente ad aprirsi.
Presumere che ci sia equivalenza tra comportamento sessuale e definizione della propria identità. Il comportamento sessuale non è necessariamente indicativo dell’identità sessuale. Concentrare l’attenzione sui comportamenti, piuttosto che sulle identità.
Usare etichette verbali come ‘gay’ e ‘lesbica’ per descrivere un/a paziente che dice di preferire sessualmente partner del proprio genere. Tener presente il linguaggio e la terminologia del paziente. Alcune persone non definiscono se stesse come ‘gay’ e ‘lesbica’ pur scegliendo partner sessuali del proprio genere.
Aspettarsi che il Suo paziente omosessuale abbia i medesimi bisogni degli altri gay. Non fare facili generalizzazioni sui suoi bisogni. La popolazione gay e lesbica non è omogenea al suo interno, sebbene condivida un comune status di minoranza.

     
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Specifico per uomini

   Non consigliato    Consigliato
Presumere lo stato sierologico del Suo paziente e l’esperienza che egli ha riguardo all’HIV. Trovare un’occasione favorevole per parlare del suo stato sierologico e delle strategie che adotta per ridurre il rischio di entrare in contatto (o trasmettere) il virus HIV.
Prescrivere il test per l’HIV subitaneamente e/o senza coinvolgere l’assistito. Coinvolgere il paziente nel processo decisionale.
Presumere che il Suo paziente si senta a proprio agio con termini come‘partner attivo’ e ‘partner passivo’. Verificare con lui il linguaggio più appropriato.

     
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Specifico per donne

   Non consigliato    Consigliato
Ritenere che la Sua paziente lesbica non abbia rapporti ‘completi’ con altre donne. Considerare che la Sua paziente può praticare sesso penetrativo sia ricettivo sia insertivo con altre donne.
Supporre che la paziente lesbica non abbia figli. Verificare con lei se ha dei figli.
Presumere che le lesbiche non siano a rischio di MTS. Verificare con la Sua paziente se ha comportamenti sessuali a rischio e informarla sulle pratiche di sesso più sicuro tra donne: alcune infezioni (trichomoniasi, HPV) si possono infatti trasmettere tra donne.

     

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