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Indicazioni appropriate per le donne lesbiche sulla prevenzione ginecologica

 
   

Molti studi suggeriscono come la popolazione lesbica abbia una serie di rischi specifici di sviluppare tumori ginecologici, sebbene – pare – non si differenzi per incidenza dalla popolazione eterosessuale femminile.
Un’opinione comune, tra parte del personale sanitario, è che le lesbiche, in quanto tali, non sono da considerarsi sessualmente attive; questo giudizio deriva dalla convinzione – inaccurata – che il sesso fra donne non è completo perché consiste di sole pratiche preliminari. Le stesse lesbiche si ritengono meno a rischio di tumori ginecologici.
Ne consegue il minor ricorso ai controlli di routine, come, ad esempio, il pap test, un esame che contribuisce alla diagnosi precoce dei carcinomi della cervice uterina.
Altri fattori di rischio nella popolazione lesbica sono: la più frequente nulliparità, e quindi il conseguente non allattamento (fattore di rischio per il carcinoma della mammella), e l’uso minore di contraccettivi orali, che costituiscono un fattore protettivo per il carcinoma delle ovaie e dell’endometrio.
Un altro fattore generale di rischio è il consumo di tabacco e di alcool, che le ricerche dimostrano essere maggiore nella popolazione lesbica rispetto a quella eterosessuale femminile.
Per una valida prevenzione oncologica delle neoplasie femminili è dunque appropriato invitare le pazienti lesbiche a sottoporsi regolarmente sia al pap test che all’esame senologico.

     

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