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Indicazioni appropriate per uomini
gay sull’AIDS |
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Qualche dato epidemiologico
È opinione comune che le organizzazioni gay, fin dall’inizio
dell’epidemia AIDS, siano state molto efficienti nell’organizzare
iniziative di prevenzione. I dati epidemiologici attuali dimostrano comunque che gli uomini gay e
bisessuali continuano a rappresentare un gruppo più esposto al
rischio di infezione da HIV/AIDS; gli sforzi per la prevenzione sono pertanto
tuttora fondamentali. La relazione aggiornata a dicembre 2002 dell’Istituto Superiore
di Sanità sulle notifiche di AIDS in Italia riporta che il 22,6%
dei casi complessivi nella popolazione maschile è ascrivibile alla
trasmissione sessuale tra uomini. Secondo recenti ricerche europee si assiste ad un aumento di infezioni
HIV nella popolazione gay maschile e si registra anche, a partire dal
2001, la ricomparsa di casi di sifilide. |
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La ‘guardia abbassata’
Molti studi indicano che, sebbene la maggioranza degli uomini gay e bisessuali
abbia una buona consapevolezza di base sui rischi dell’HIV e sull’importanza
di usare il preservativo nei rapporti anali, una parte di questi non è
sufficientemente motivata ad usarlo,
oppure lo usa in modo incostante.
Un gruppo particolarmente vulnerabile sono gli adolescenti gay e coloro
che, più in generale, hanno da poco iniziato ad avere rapporti
sessuali.
Questi tendono a non usare il preservativo nei rapporti anali, ad esempio
quando sono presi dall’eccitazione del momento o quando sono sotto
l’effetto di droga o alcool. |
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Comportamenti sessuali e rischi connessi
Secondo la prospettiva della riduzione del rischio, non esistendo la
sicurezza al 100% nell’interazione sessuale (safe sex), l’obiettivo
da conseguire è quello del ‘sesso più sicuro’
(safer sex), ovvero un insieme di pratiche sessuali in cui è ridotto
al minimo il rischio di trasmissione di MTS.
A scopo orientativo, elenchiamo un campione di pratiche sessuali graduate
su un continuum di rischio per l’infezione da HIV (con partner sierodiscordanti).
Nel caso di altre MTS, i rischi cambiano in quanto sono diverse le modalità
di trasmissione.
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sesso anale non protetto
sesso vaginale non protetto
sesso orale non protetto ad una donna durante le mestruazioni
sesso orale non protetto ad un uomo con eiaculazione in bocca
contatto oro-anale non protetto (rimming)
contatto manuale-anale non protetto (fingering e fist-fucking)
sesso orale non protetto ad un uomo senza eiaculazione in bocca
sesso orale non protetto ad una donna non durante le mestruazioni
condivisione di oggetti sessuali non protetti
sesso anale protetto
sesso vaginale protetto
sesso orale protetto |
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È importante raccomandare l’uso di preservativi appropriati
per il sesso anale (extra-strong) nonché l’uso di lubrificanti
a base d’acqua, che riducono drasticamente la possibilità
di rottura del preservativo. Occorre ricordare al paziente che vaselina,
sostanze oleose e saliva non sono lubrificanti adeguati. |
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Epatite A/B e vaccinazione
Gli uomini gay e bisessuali hanno un rischio maggiore di contrarre l’epatite
A e B, virus più facilmente trasmissibile rispetto al virus HIV
(ad esempio nei rapporti oro-genitali o oro-anali non protetti).
Esiste un vaccino efficace, ma molti uomini gay non sono consapevoli dell’importanza
che esso riveste per la loro salute. Il Ministero della Salute italiano
raccomanda che gli uomini omo/bisessuali sessualmente attivi ricevano
l’immunizzazione gratuita per l’epatite B. |
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Parlare di AIDS
Come parlare con un paziente gay o bisessuale del rischio HIV nei suoi
rapporti sessuali?
Potrebbe essere opportuno iniziare con una domanda generica per valutare
le sue conoscenze di base e verificare la loro adeguatezza; si potrebbe
anche chiedere dove ha reperito le informazioni che possiede sul sesso
più sicuro. Vale la pena di sottolineare nuovamente il suggerimento
prima menzionato: se si hanno dei dubbi in merito e se tali aspetti sono
rilevanti ai fini della consulenza, è auspicabile che il medico
chieda chiarimenti riguardo allo stile di vita e alle relazioni del paziente.
È poi essenziale che il consiglio sull’HIV/AIDS che si dà
agli uomini gay e bisessuali sia specificatamente mirato a loro, invece
che generico.
| Consigli solitamente adottati
per la popolazione generale |
Consigli appropriati per
la popolazione gay maschile |
Motivazioni di base |
| L’AIDS infetta chiunque. |
L’infezione da HIV continua ad infettare in maniera più
elevata gli uomini gay e bisessuali. |
La prevalenza dell’infezione da HIV/AIDS tra gli uomini gay
e bisessuali è fino a 6 volte superiore rispetto alle persone
eterosessuali. |
Scegli con cura i partner sessuali.
Conosci il tuo partner. |
Anche se il paziente è in coppia fissa con un altro uomo,
è opportuno che entrambi si sottopongano periodicamente al
test e che all’interno della coppia si stabiliscano delle regole
a tutela di se stessi e del proprio partner. |
Alcune coppie non usano il preservativo senza essersi sottoposti
al test che confermi la sieronegatività di entrambi i partner;
alcune si promettono la monogamia ma non la mantengono. Inoltre, in
una popolazione con una consistente presenza di HIV positivi, è
molto più alta la possibilità per ogni partner di venire
infettato. |
| Informare in modo generico su come si trasmette il virus HIV. |
Informare sui gradienti di rischio nelle varie pratiche sessuali.
Discutere le strategie per ridurre il rischio nel sesso orale (ad
esempio: evitare di ricevere l’eiaculazione in bocca) e rivedere
le false credenze, come ad esempio quella che ritiene privo di rischi
il sesso anale insertivo non protetto, oppure quella secondo cui il rapporto sessuale è più
sicuro se praticato con uomini che non frequentano ambienti gay o che ‘sembrano etero’. |
Molti uomini gay possiedono già una serie di conoscenze di
base; hanno semmai bisogno di discutere le strategie per minimizzare
il rischio, conservando, allo stesso tempo, una percezione soddisfacente
della propria vita sessuale. Alcuni vanno poi stimolati a comprendere
i fattori psicologici e ambientali che potrebbero condurli a non usare
con continuità il preservativo. |
| I messaggi di salute sono indirizzati a coloro che non sono infettati. |
I messaggi di salute vanno rivolti sia agli uomini sieronegativi
sia agli uomini sieropositivi (ad esempio: convivere con la sieropositività,
prendere decisioni e aderire al regime terapeutico, rinforzare il
sesso più sicuro per evitare di trasmettere ad altri l’infezione). |
Nel 2000, in una realtà metropolitana dell’Italia settentrionale,
una ricerca della Azienda USL ha stimato che il 7% degli uomini gay
era sieropositivo ed il 22% non conosceva il proprio stato sierologico.
Un’altra indagine ha stimato un range dal 6 al 9% di uomini
HIV positivi (vedi Colombo 2000, Pietrantoni e Fattorini 2000, citati
in bibliografia). Gli uomini HIV-positivi e HIV-negativi hanno bisogni
sanitari differenti. |
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