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Due sono i fondamenti di questa guida. In primo luogo, la
popolazione che si rivolge al sistema sanitario è sempre più
caratterizzata da un’ampia diversità umana; ne consegue che
gli interventi sanitari devono sempre più confrontarsi con i bisogni
specifici di salute dei singoli gruppi. In secondo luogo, le caratteristiche
delle relazioni che si stabiliscono tra i professionisti ed i destinatari
delle cure costituiscono uno degli aspetti più rilevanti nel processo
di miglioramento della qualità totale di un sistema sanitario.
Questa guida è rivolta a tutti i medici che lavorano nel sistema
sanitario italiano, sia che operino in strutture ospedaliere sia sul territorio,
e tratta un argomento trasversale a tutte le specializzazioni.
Questa guida riguarda i bisogni sanitari della popolazione omo/bisessuale
e fa riferimento a direttive di organizzazioni mediche internazionali.
La maggioranza dei medici in Italia conosce adeguatamente il tema dell’omosessualità
e pensa che è importante trattare i pazienti omo/bisessuali con pari
dignità rispetto agli altri assistiti. La maggioranza sa inoltre
che, a fronte di alcune situazioni in cui l’identità sessuale
dei pazienti non è rilevante nella gestione del caso, vi sono altre
condizioni in cui essa diventa invece un elemento saliente nella diagnosi
e nel trattamento.
Secondo i dati epidemiologici, una persona su venti ha, nel corso della
vita, almeno un’esperienza sessuale con persone dello stesso genere;
eppure gli studi mostrano che gran parte dei gay, delle lesbiche e dei bisessuali
non svela il proprio orientamento sessuale al medico. Il professionista
sanitario tende di conseguenza a sottostimare la consistenza numerica di
questi pazienti, le cui problematiche rischiano, pertanto, di rimanere invisibili.
Se da una parte le donne e gli uomini con esperienze o identità omosessuali
hanno le stesse problematiche di salute degli altri, dall’altra affrontano
questioni tipiche che, sebbene di interesse per il medico, raramente sono
affrontate nella letteratura scientifica consueta.
La guida non suggerisce un trattamento speciale per gay e lesbiche, ma un’assistenza
sanitaria sensibile alle differenze individuali, un approccio, in altre
parole, centrato sul paziente e trasferibile quindi, ipoteticamente, anche
su altri gruppi di utenti; rappresenta inoltre un utile strumento per i
medici al fine di acquisire più informazioni e migliorare la qualità
della relazione con i propri pazienti. |